certificazioni energetiche

Lampadine a Risparmio Energetico e Tradizionali

che tipi di lampadine esistono e quali sono i loro pregi e difetti

Lampadine a Risparmio Energetico e Tradizionali


Esistono principalmente 5 famiglie di lampadine fra cui scegliere:
  1. Lampade alogene: lampade dotate di una efficienza luminosa maggiore rispetto alle tradizionali ad incandescenza (sui 20 lm/W) ed emettono una luce bianca che favorisce la percezione dei colori, luce chiara uniforme per l'intera durata della lampada (non hanno lo sfarfallio tipico delle lampade tradizionali), inoltre hanno una durata tipica doppia rispetto alle lampade tradizionali.
    I due tipi di lampade, non sono adatte a consentire il risparmio energetico perchè l'energia elettrica da esse assorbita è trasformata in gran parte in calore ed in minima parte in energia radiante.
  2. Lampade a incandescenza: lampade in cui un filamento di tungsteno viene reso incandescente dal passaggio di corrente elettrica.
    L'energia viene quindi convertita in parte in calore ed in parte in flusso luminoso.
    Esse hanno un bassa efficienza luminosa sotto i 15 lumen/W, ed hanno una durata limitata.
  3. Lampade a scarica: lampadine basate sull'emissione di radiazione elettromagnetica da parte di un plasma di gas ionizzato.
    La ionizzazione del gas è ottenuta per mezzo di una scarica elettrica (da cui il nome) attraverso il gas stesso.
    È costituita da una ampolla o un tubo di vetro o quarzo contenente il gas e almeno due elettrodi tra cui avviene la scarica.
    Possono essere presenti elettrodi supplementari per l'innesco.
    Solitamente le lampade a bassa pressione sono a forma di tubo diritto o curvato ad U, mentre le lampade ad alta pressione sono costituite da una piccola ampolla di quarzo (adatto a resistere a temperature più elevate).
    La lampada può essere contenuta in un involucro in vetro con la funzione di schermare i raggi ultravioletti, ospitare eventuali elementi accessori e proteggere il tubo.
    L'emissione luminosa è monocromatica o limitata alle righe di emissione spettrale del gas contenuto, se questo è a bassa pressione.
    Il gas può anche essere il vapore di un elemento solido o liquido, per esempio mercurio o sodio.
    In questo caso però la lampada non è subito efficiente, poichè è necessario che il materiale evapori o sublimi per effetto del calore prodotto dalla scarica nel gas accessorio.
    Possono essere necessari diversi minuti perchè la lampada inizi a produrre una luce accettabile, e in molti casi questo è un grave limite.
    La lampada fluorescente (o banalmente a risparmio energetico) è un particolare tipo di lampada a scarica in cui l'emissione luminosa visibile è indiretta, ovvero non è emessa direttamente dal gas ionizzato, ma da un materiale fluorescente (da cui il nome).
  4. Led (Light Emitting Diode): elemento semiconduttore che, quando viene attraversato dalla corrente elettrica, è in grado di convertirla in luce.
    In questo caso la radiazione nel campo del visibile non è generata, ne per effetto del riscaldamento di un filamento portato all'incandescenza, ne per effetto di una scarica nei gas, ma grazie alla conversione diretta dell'energia elettrica in luce.
  5. Polimeri organici: questa tecnologia, che nel futuro potrebbe diventare quella predominante, si basa su materiali plastici (polimeri) in grado di emettere luce per elettroluminescenza se attraversati da corrente elettrica.
    Una classe di questi materiali sono gli OLED.
    I principali vantaggi risiedono nella loro economicità, nel buon rendimento e nella lavorabilitÓ in fogli di forma arbitraria, si potrebbe per esempio ricoprire il soffitto generando una luce diffusa, non abbagliante e senza ombre.
    Con questa tecnologia si riuscirebbe a convertire in luce oltre il 70% dell'energia elettrica che si consuma.